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ULIVO DELLA CHIESA (ULIA TE LA CHIESA)
Stupirebbero, altrove, se sentissero che ne ha fatta di strada.
Di più, se lo vedessero.
Immutabile, quasi eterno, col suo tronco gigantesco e le folte fronde ad additare il cielo.
Come a dire che degli dei è figlio.
Lui che di anni ne ha più di mille.
Non puoi sbagliare, lo riconosci da subito,se pratichi la zona.
Per la gente del posto è Padre e Madre.
Non si meravigliano, loro, se dici che quest'albero ne ha fatta di strada.
Ne hanno fatta le foglie che, sospinte dal vento, hanno navigato l'aria.
E gli uccelli che ha ospitato, vetusta stazione di posta, tra una migrazione e l'altra.
E strada, tra devozione e dolore, ne ha fatta l'olio che, in Chiesa appunto, ha
alimentato le tante fiammelle votive.
A far luce e preghiera.
E quei tanti pani che, poveri e non, ne raccolsero e ancora, gocce a gioir palati.
E quanti amori, velati e svelati, da quelle braccia legnose.
Non saprebbero, quelli del posto, dirti se Maschio o Femmina.
Per loro, Lui è 'l'Ulia te la Chiesa'.
Semplicemente.
Nient'altro e tutto.
A. Nimis
Puoi trovarlo in Agro di Scorrano tenuta “Trappeto della castagna”
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